Beppe Dossena, Il prigioniero

27 November, 2006

Beppe Dossena è il vero protagonista de.. IL PRIGIONIERO!

24 November, 2006

Diamond (Via Verdi, 1986) Sentita una volta, non l’ho più dimenticata. Mi ci sono voluti più di 10 anni per capire che era cantata da un gruppo italiano.

18 and life (Skid Row, Skid Row, 1989) Sognare di mettersi facilmente nei guai, un video accattivante, la furia di Joan Sebastian Bach.

Youth gone wild (Skid Row, Skid Row, 1989) Si piazza tra i primi 25 inni generazionali che ho apprezzato fra i 15 e i 20 anni.

My baby just cares for me (Nina Simone, 1987) Il pezzo è di 30 anni prima, ma esce nell’87. Piano, contrabbasso e spazzole di batteria come accompagnamento. Bello, semplice, indimenticabile.

Jump (Van Halen, 1984, 1984) Non per la splendida intro di tastiere, non per David Lee Roth, non per l’assolo con un tempo di batteria che solo lui sa perchè. Quando entravo alla festa del mio matrimonio, suonavano questa.

Take on me (A-Ah, Hunting high and low, 1985) Una delle canzoni sulle quali sono state fatte più cover in assoluto, e in diversi generi, punk, hardcore, metal, acappella. Straordinaria la voce di Morten Harket, questa è l’unica cosa che non si può trasfigurare. Il resto è talmente bello che sta bene con tutto.

Playlist!

22 November, 2006

Sul forum di Walter Muto è finalmente aperta la sezione Playlist (ideona copiata da Luca Sofri), via ai ricordi, dagli anni ‘60 in avanti.

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Con molta calma inizio a segnare la mia personale playlist qui.

Pagelle - 19 novembre 2006

20 November, 2006

A cura di Paolo Gori

La squadra con la pettorina vince ai supplementeri 10 - 7 (tempi regolamentari 6 - 6)

Partita sostanzialmente equilibrata con "le pettorine" in difficoltà nel trovare spazi contro l’avversario grazie soprattutto ad una buona difesa da parte di Billo e Neri e all’abulia degli attaccanti Bricchi e Porro JR … il portiere Sportelli sembra inizialmente in buona giornata.
Il ritmo basso e il giuoco confuso hanno il sopravvento e di azioni nitide se ne vedono poche.
Le non pettorine "pungono" in contropiede soprattutto con Dado Caroli, ma sia per bravura del portiere avversario che per imprecisione non riescono a prendere il largo col risultato, che rimane in bilico. In questa fase si deve segnalare la buona prova di Porisini Sr da una parte e di Billo dall’altra.
La fase centrale registra un black out mentale di cinque minuti delle pettorine che prendono 3 gol (addirittura Billo si permette un gol a porta praticamente vuota con la difesa a farfalle).
La partita sembra segnata, ma le pettorine grazie ad un finale non bello, ma motivato e grintoso raggiungono il pari allo scadere; i fattori determinanti del recupero sono da ricercare nella grinta di Porisini Sr, nella spinta di Morini, nonche’ nel gol ritrovato da Bricchi.
Si va ai supplementari e qui non c’e’ partita: Sblocca il risultato Porisini (che dedica la rete alla "morosa"), e dopo un pari piu’ trovato che cercato da Neri (palla deviata in modo determinate da Bricchi) le pettorine dilagano grazie anche ad un finale non impeccabile di tutta la difesa e un Bricchi incontenibile.

Pagelle


Non Pettorine
Sportelli 6–
Neri 5,5
Billi 6,5
Gamberini 6
Caroli 6,5

Pettorine
Gori (il mio voto lo metti tu) …
Porisini sr 7,5
Morini 7–
Bricchi 6,5
Porisini Jr 6

Falsi obiettivi

15 November, 2006

La cronaca italiana di questi giorni ci grida in faccia il bisogno di una risposta agli interrogativi che continua a spalancare senza riposo.

Il ragazzo down picchiato in classe sotto le bestemmie, l’insegnante trovata nuda con gli allievi, le due quindicenni uccise di pomeriggio da un ubriaco alla guida di un’auto, ripetuti episodi che rischiano di focalizzare il pubblico su falsi obiettivi.

Non esiste un problema di educazione sessuale, non esiste una sensibilizzazione all’accettazione dell’handicap, non servono prediche sull’abuso dell’alcool se prima non si fa un passo indietro e si riconosce che il vero problema è l’educazione del popolo, come ribadito dal famoso appello.

Lo cito: "Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta.E’ stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere".

Sarebbe interessante interrogare un Zapatero o un Capezzone su questi argomenti, ma senza chiedere troppo mi accontenterei di un Prodi. Oltre a dare del pazzo all’intervistatore, probabilmente farebbe un richiamo alla non imposizione di una verità su alcuno.

Giusto. A patto che non neghiamo l’esistenza della Verità.

Papa Benedetto XVI a Verona ci ricordava che quando si fa fuori Dio dalla concezione della vita "ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sè suscettibile di essere trattato come ogni altro animale".

Educazione, educazione, educazione.

(Lo potete trovare pubblicato anche sulla Right Nation)

Pagelle - 12 Novembre 2006

12 November, 2006

Vista la mia premeditata esclusione e quindi assenza dalla partita, le pagelle sono state stilate da Paolo Gori, prendetevela con lui!

Con Casacca - Senza Casacca 10 - 6 (per Giova 9 - 6)

Senza Casacca

Sportelli: Decisivo! Determinante! Pronti via e comincia la sciagura. Dopo alcune domeniche positive il gatto del peep torna a fare il bradipo. Gravi errori in almeno 4 gol e poco attento sugli altri. Viene sostituito troppo tardi. Senza danni gli ultimi tre minuti. Apocalittico. Voto: 4 + (il più e’ della Bea!)

Morini: Il solito Diesel della difesa che però oggi non mette mai il turbo. Nei dieci minuti in cui contiene il Pito la squadra rientra in partita; Va in depressione vedendo frustrati i suoi sforzi dalla prestazione dello Sportelli che rileva in porta negli ultimi minuti. Rassegnato. Voto: 6

Frapoli Giovanni: Gran gol! Peccato che l’abbia segnato nella sua porta, anche per la “tempestiva” uscita di Sportelli. Cerca di obliterare il gol subito facendo incazzare il portiere avversario. Per il resto fa la boa in attacco dove non riceve mai palla non sempre per colpa della sua staticità. Nei pochi minuti di “difesa” non gioca male, ma non fa nulla per arrivare alla sufficienza. Effimero. Voto: 5 

Marchetti: Dinamico, non sempre preciso, poco incisivo riesce comunque a far girare la palla anche se in fase di conclusione gigioneggia. Prestazione comunque da sufficienza piena. Farraginoso. Voto 6 +

Porisini Luca: Sicuramente il migliore dei suoi: sono 4 i gol su 6 totali. Tiene letteralmente a galla la squadra. Caparbio. voto 6,5 

Con Casacca

Gori: Senza infamia qualche lode, poche però. Para il parabile non l’imparabile. Attento e vigile non fa impensierire troppo i propri difensori. Mestierante. Voto 6 + 

Monti: Il migliore in campo. Copre-riparte-stoppa-salta l’uomo e soprattutto è l’unico della squadra che passa la palla! Funambolo. Voto 7,5

Scheda: Partita più che sufficiente, deve però migliorare nel controllo di palla: il suo stop-a-seguire è chilometrico. Torna in difesa al bisogno con sgroppate da cinquanta metri. Generoso. voto 6,5 

Frapoli Pietro: Da lui ci si aspetta qualcosa di più, innamorato del pallone cerca di dribblare anche l’erba sintetica del futbolito, e alcune volte non riesce nell’intento. Quando ha lui la palla e’ inutile proporsi nello spazio: tanto non te la dà (ne sa qualcosa Scheda). Nonostante i gol non va oltre la sufficienza anche per colpa di un piede non sempre “dritto” e per Morini che gli prende le misure. Egotico. Voto 6

Dado Caroli: Si incaponisce nel volere trovare il gol e viene colpito dalla “sindrome del Pito”: per un quarto d’ora buono non passa la palla! Per il resto la solita prestazione positiva in difesa, dove riesce ad uscire indenne in situazioni di 3 contro 1 (lui). Granitico. Voto 6,5

Reduce di Giovanni Lindo Ferretti

8 November, 2006

Inauguro la mia presenza sulla neonata Right Nation apportando il contributo di un libro che ha già fatto discutere ancora prima di andare in stampa.

Reduce è la singolare autobiografia di Giovanni Lindo Ferretti, autore il cui pensiero e la cui opera sono in continuo movimento. "Ex" di quasi tutto. Ex leader dei CCCP, ex ateo, ex leader dei CSI, ex punk. Falliti fino ad ora i tentativi di classificarlo, non appena veniva inquadrato in una definizione ci si poteva accorgere che gli argomenti portati erano già obsoleti. Ferretti ha lavorato sulla sua persona vivendo intensamente le proprie esperienze e lasciandosi permeare dagli infiniti viaggi, fuori e dentro di sè, dagli incontri, tutti importanti e fondanti di un modo di concepire l’esistenza in costante mutamento.

Dolce come gli accompagnamenti di Peter Erskine e allo stesso tempo ruvido e dissonante, semplice ma articolato, proprio come i dischi dei Per Grazia Ricevuta, depositari della genealogia nata con i CCCP. Fedeli alla linea.

Il suo pensiero e la sua esperienza sono un grande punto di paragone per chi tenta di vivere il cristianesimo come Verità e per chi ha riconosciuto la statura dell’Occidente.

Perchè Reduce?

Perchè Ferretti sta solamente tornando a casa, il suo approdo è un dolce ritorno alla tradizione. E’ un cosciente ritorno alla casa sull’appennino reggiano, con le giornate scandite dalla vita di montagna, la contemplazione del paesaggio, il ricordo dell’educazione ricevuta dai nonni. Anche il racconto dei viaggi in Terra Santa, Jugoslavia, Algeria, Russia, rappresentano un ritorno a casa, l’amore per il popolo di Israele è un ritorno a casa.

Il racconto è incalzante e grave allo stesso tempo, perchè la prosa di Ferretti è densa di ogni parola e pesa minuti preziosi di meditazione e comprensione. Ogni tanto viene citata qualche sua vecchia canzone, quasi a significare che la sua conversione è partita tanto tempo fa, quando ancora non se ne poteva nemmeno immaginare l’avvento.

Non manca un prezioso passaggio sulle malattie dell’Uomo contemporaneo: la pretesa di immortalità, la selezione genetica, la maternità a tutti i costi, la lotta all’Indefinibile come lotta moderna all’uomo, la religione dell’Uomo Totale che non accetta il proprio limite. La logicità è lucida e ferrea come ne abbiamo potuto godere leggendo Ferrara o la Fallaci.

A un certo punto irrompe nella storia e nella Storia la chiave di volta: il partigiano dell’infinito, l’Altro che abita l’esistenza non può che opporsi all’uomo totale, negazione della realtà.

La presenza del Divino nelle vicende umane come salvezza dal clericalismo delle nuove umane religioni e dal clericalismo della Chiesa.

Ferretti ci esorta ad un lavoro per il nostro tempo: Fatevi avanti, monache e monaci, famiglie in carne e sangue d’amore. Santi, poeti, eroi, navigatori astrali. La nuova età di mezzo è già in atto. Tocca a voi l’onere di traghettarla al poi. Ne sarete capaci, di buon grado, se l’amerete per quella che è. La vostra età.  Il tempo dell’amore a chi lo fa e della castità per chi in cuor suo d’altro interesse sa. Un giorno dopo l’altro e le notti. Il tempo del lavoro e il tempo della preghiera. Sereni. Contenti. Ora et labora.

Conservo ancora la t-shirt acquistata ad un concerto dei C.S.I. durante la tourneè IN QUIETE (anni ‘90). Sulla maglietta c’era la scritta INQUIETO. Questa dicotomia è l’estrema sintesi del Ferretti/pensiero: dentro la robustezza quieta e rassicurante delle certezze trasmesse dalla tradizione, l’inquietudine della ricerca continua.

Come diceva un vecchio prete lombardo: "Vi auguro di non stare mai tranquilli".

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Pubblicato anche qui e qui.

Davide Van De Sfroos - Naima Club Forlì 03/11/06

4 November, 2006

La carovana del tour "Ma va dalvia l’Blues" fa tappa in romagna, che per Davide Bernasconi è terra straniera, qua si parla un’altra lingua.

L’istrionico artista lagaa decide di allargare il concetto di musica folk aggiungendo ingredienti alla sua musica popolare, calda, sporca e umida insaporita degli umori lombardi. Nel pentolone ritroviamo il blues, il reggae, la lingua gallurese.

E’ uno degli ultimi cantastorie, gli va reso l’onore di portare avanti il progetto coraggioso di recupera e salvaguardia della tradizione (cosa non banale) e di suonare buona musica (ancor meno banale).

Pagelle - Domenica 22 ottobre 2006

22 October, 2006

Senza Casacca - Con Casacca 8 - 6

Senza Casacca:

Babini: grande presenza agonistica che a volte fa discutere, come al solito. Recupera concentrazione difensiva che rende la vita difficile agli attaccanti avversari. Non disdegna di proporsi in attacco, segna anche un gol. Polmoni e gambe indiscutibilmente necessari alla squadra. Voto 6,5

Caroli: Un giocatore operaio. Per tutto l’incontro si mette al servizio della squadra, si va a prendere tutti i palloni lanciati in avanti (e le spinte degli avversari). Spizza, lotta, tira, segna e fa segnare. Non è sempre preciso. Voto 6,5

Tassinari: se non fosse per il clima, a tratti potevamo pensare di trovarci nella spiaggia di Salvador de Bahia. Stefao Tasso Arantes Dos Santos porta un po’ di Brasile al Futbolito. Al rientro dopo una lunga sosta per infortunio non è ancora al top della forma, ma regala giocate da Maracanà. A volte è lezioso e sprecone ma possiamo perdonarglielo, il biglietto per lo spettacolo è gratis. Voto: 7

Neri: Partita non eccezionale, ma di grande ordine e geometria. In difesa copre bene ma a volte si distrae, recupera qualche pallone importante e gestisce alcuni contropiedi assassini. Rimane una buona organizzazione del gioco. Voto: 6

Sportelli: in via Corbari tira aria di novità. Dopo un periodo buio, il gatto del Peep supera il cambio di stagione e finalmente offre una prestazione sobria e sufficientemente ordinata. Poche distrazioni, buona attenzione sui calci da fermo, uscite tempestive e quasi decise. Lo vogliamo così. Voto 6,5

Con Casacca:

Peroni: costretto a giocare una partita difensiva, gioca un po’ oppresso e perennemente arrabbiato con i compagni. Soffre la fisicità di Caroli e la classe di Tassinari. Ma soprattutto soffre a giocare in squadra con Giovanni. Nonostante le sue doti e l’esperienza, non riesce a organizzare buone ripartenze di gioco insieme ad Andrea. Aumenta la qualità della prestazione quando porta palla in attacco. Voto 5,5

Bricchi: occupa una zona strategica da cui passano molti palloni, li stoppa, si gira e smista per i compagni. Pericolosissimi i suoi inserimenti, creano sempre scompiglio e gli fruttano alcune reti. Peccato per tante occasioni sbagliate per le quali è giusta l’imprecazione violenta dei compagni. Voto 6,5

G. Frapoli: la sua partita assomiglia alla Finanziaria di Prodi: inutile, frena lo sviluppo della squadra, fa litigare i compagni. Fortunatamente non era stata posta la Fiducia su questa partita, sarebbe stata l’ultima per lui. Voto 4

Gori: Sta conoscendo una seconda giovinezza (chissà se la prima è mai finita..), il nuovo ruolo lo esalta. La cosa che più impressiona sono i suoi rilanci a compagni momentaneamente distratti. L’urlo che li richiama è semplicemente spaventoso. Respinge un bel po’ di palloni impossibili togliendo i compagni dall’imbarazzo di un passivo più pesante. Voto 7

A. Frapoli: probabilmente ancora stanco dalla partita mattutina, non è mai protagonista come suo solito, anche se segna diversi gol e fa frullare tanti palloni, deve consegnare lo scettro del centrocampo agli avversari. Voto 6

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M. Porisini: raggiunge il campo di gioco con lo scooter verso la fine della partita per fare un saluto agli amici. Voto 6,5 (non fa media).

Igor Stravinskij

22 June, 2006

Non promulgando un’estetica, ma solo elevando la condizione umana ed esaltando nell’artista il buon artigiano una civiltà trasmette qualcosa del suo ordine alle opere dell’arte e del pensiero. Il buon artigiano, in queste epoche benedette, pensa soltanto a raggiungere il bello attraverso le categorie dell’utile: la sua cura dominante è per il retto procedimento di un’operazione ben condotta secondo un ordine vero. L’impressione estetica che potrà derivarne sarà sinceramente conseguita solo a patto di non essere predisposta.