La mala educacion

15 January, 2007

Poca classe forse, ma molto orecchio.

In fondo non si sono mai sciolti

3 January, 2007

Sembra che nel 2007 tornino a suonare insieme.

Sarà vero?

La vita e la morte a Natale

23 December, 2006

Vale la pena leggere questo post di Sorvegliato Speciale, piuttosto centrato rispetto alle discussioni e ai fatti di questi tempi.

Sviste

20 December, 2006

Poche pippe.. questo non è gol. Volendo, si può vedere anche il filmino.

Falsi obiettivi

15 November, 2006

La cronaca italiana di questi giorni ci grida in faccia il bisogno di una risposta agli interrogativi che continua a spalancare senza riposo.

Il ragazzo down picchiato in classe sotto le bestemmie, l’insegnante trovata nuda con gli allievi, le due quindicenni uccise di pomeriggio da un ubriaco alla guida di un’auto, ripetuti episodi che rischiano di focalizzare il pubblico su falsi obiettivi.

Non esiste un problema di educazione sessuale, non esiste una sensibilizzazione all’accettazione dell’handicap, non servono prediche sull’abuso dell’alcool se prima non si fa un passo indietro e si riconosce che il vero problema è l’educazione del popolo, come ribadito dal famoso appello.

Lo cito: "Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta.E’ stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere".

Sarebbe interessante interrogare un Zapatero o un Capezzone su questi argomenti, ma senza chiedere troppo mi accontenterei di un Prodi. Oltre a dare del pazzo all’intervistatore, probabilmente farebbe un richiamo alla non imposizione di una verità su alcuno.

Giusto. A patto che non neghiamo l’esistenza della Verità.

Papa Benedetto XVI a Verona ci ricordava che quando si fa fuori Dio dalla concezione della vita "ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sè suscettibile di essere trattato come ogni altro animale".

Educazione, educazione, educazione.

(Lo potete trovare pubblicato anche sulla Right Nation)

Reduce di Giovanni Lindo Ferretti

8 November, 2006

Inauguro la mia presenza sulla neonata Right Nation apportando il contributo di un libro che ha già fatto discutere ancora prima di andare in stampa.

Reduce è la singolare autobiografia di Giovanni Lindo Ferretti, autore il cui pensiero e la cui opera sono in continuo movimento. "Ex" di quasi tutto. Ex leader dei CCCP, ex ateo, ex leader dei CSI, ex punk. Falliti fino ad ora i tentativi di classificarlo, non appena veniva inquadrato in una definizione ci si poteva accorgere che gli argomenti portati erano già obsoleti. Ferretti ha lavorato sulla sua persona vivendo intensamente le proprie esperienze e lasciandosi permeare dagli infiniti viaggi, fuori e dentro di sè, dagli incontri, tutti importanti e fondanti di un modo di concepire l’esistenza in costante mutamento.

Dolce come gli accompagnamenti di Peter Erskine e allo stesso tempo ruvido e dissonante, semplice ma articolato, proprio come i dischi dei Per Grazia Ricevuta, depositari della genealogia nata con i CCCP. Fedeli alla linea.

Il suo pensiero e la sua esperienza sono un grande punto di paragone per chi tenta di vivere il cristianesimo come Verità e per chi ha riconosciuto la statura dell’Occidente.

Perchè Reduce?

Perchè Ferretti sta solamente tornando a casa, il suo approdo è un dolce ritorno alla tradizione. E’ un cosciente ritorno alla casa sull’appennino reggiano, con le giornate scandite dalla vita di montagna, la contemplazione del paesaggio, il ricordo dell’educazione ricevuta dai nonni. Anche il racconto dei viaggi in Terra Santa, Jugoslavia, Algeria, Russia, rappresentano un ritorno a casa, l’amore per il popolo di Israele è un ritorno a casa.

Il racconto è incalzante e grave allo stesso tempo, perchè la prosa di Ferretti è densa di ogni parola e pesa minuti preziosi di meditazione e comprensione. Ogni tanto viene citata qualche sua vecchia canzone, quasi a significare che la sua conversione è partita tanto tempo fa, quando ancora non se ne poteva nemmeno immaginare l’avvento.

Non manca un prezioso passaggio sulle malattie dell’Uomo contemporaneo: la pretesa di immortalità, la selezione genetica, la maternità a tutti i costi, la lotta all’Indefinibile come lotta moderna all’uomo, la religione dell’Uomo Totale che non accetta il proprio limite. La logicità è lucida e ferrea come ne abbiamo potuto godere leggendo Ferrara o la Fallaci.

A un certo punto irrompe nella storia e nella Storia la chiave di volta: il partigiano dell’infinito, l’Altro che abita l’esistenza non può che opporsi all’uomo totale, negazione della realtà.

La presenza del Divino nelle vicende umane come salvezza dal clericalismo delle nuove umane religioni e dal clericalismo della Chiesa.

Ferretti ci esorta ad un lavoro per il nostro tempo: Fatevi avanti, monache e monaci, famiglie in carne e sangue d’amore. Santi, poeti, eroi, navigatori astrali. La nuova età di mezzo è già in atto. Tocca a voi l’onere di traghettarla al poi. Ne sarete capaci, di buon grado, se l’amerete per quella che è. La vostra età.  Il tempo dell’amore a chi lo fa e della castità per chi in cuor suo d’altro interesse sa. Un giorno dopo l’altro e le notti. Il tempo del lavoro e il tempo della preghiera. Sereni. Contenti. Ora et labora.

Conservo ancora la t-shirt acquistata ad un concerto dei C.S.I. durante la tourneè IN QUIETE (anni ‘90). Sulla maglietta c’era la scritta INQUIETO. Questa dicotomia è l’estrema sintesi del Ferretti/pensiero: dentro la robustezza quieta e rassicurante delle certezze trasmesse dalla tradizione, l’inquietudine della ricerca continua.

Come diceva un vecchio prete lombardo: "Vi auguro di non stare mai tranquilli".

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Pubblicato anche qui e qui.