Andrea’s Version

24 February, 2007

Andrea’s version

Facciamo così. Se voi ci date la Tav, il ponte di Messina, l’abbassamento dell’Irpef, l’abolizione del divorzio, la chiusura dello stretto di Ormuz, il bombardamento di Teheran, sia pure col no di Turigliatto, se ci date Ronaldo alla Sampdoria, Ronaldinho al Milan, il Gratta e Vinci con la garanzia, il mantenimento dello scalone, il perfezionamento a destra della legge Biagi e un mutuo ciascuno per la casa; se vi sposate tutti in chiesa e fate cinque figli a testa, poi li battezzate e gli fate fare una bella comunione ciascuno, con annessa cresima, poi li preservate casti fino a quando non si sposano in chiesa a loro volta; se la piantate di menarcela con Muhammad Yunus (“il banchiere dei poveri che scommette sulla trasparenza”) e con Rigoberta Menchù (“l’india maya eroina tercermundista del pianeta”); se ci date i Tornado per l’Afghanistan, un posto di lavoro adeguato per la Giovanna Melandri, l’abolizione dei finanziamenti al nuovo cinema italiano e se ci consegnate Corrado Augias, vivo, allora noi vi diamo il senatore Follini definitivo, Pistorio in prestito e De Gregorio solo per la Champion’s.

(24/02/2007)

E va bene così.. senza parole!

23 February, 2007

Al direttore - Governo, dai Dico ai dicevo.
Maurizio Crippa

da www.ilfoglio.it

In verità, in verità vi DICO

21 February, 2007

Sta peggio un bambino in africa a morire di fame o in Italia adottato dai una coppia gay?

Perchè Casini (quel porco) può avere due famiglie e due poveri cristi che si vogliono bene non hanno il diritto di convivere?

Ma guarda che essere maschio o femmina è una scelta!

Noi non siamo contro la famiglia, vogliamo solo avere più diritti.

A me personalmente i culattoni non piacciono, però siamo in uno stato democratico e ognuno ha i suoi diritti.

Premetto che io non ho niente contro i gay, però quando vedo in giro una coppia di froci che si baciano, mi fa un certo schifo.

Io ho anche un amico gay, è una persona stupenda.

Certo che questa Chiesa ha rotto i coglioni, ma loro che non sono nemmeno sposati perchè vogliono insegnare alla gente quello che deve fare?

Non siamo più negli anni ‘50, oggi possiamo scegliere.

Ma scusa, io non credo nel matrimonio che è un pezzo di carta, figuriamoci quello in Chiesa, perchè mi vuoi vietare di andare a firmare un DICO con il mio ragazzo? Mica sono contro la famiglia.

L’intramontabile fascino degli stronzi

17 February, 2007

Ecco a voi il Dottor Cox.

Sangue e Ipocrisia

11 February, 2007

 

Questo è il testo di un comunicato redatto dagli ultras del Parma e ripreso da altre Curve italiane.

"Venerdì sera 2 febbraio, a Catania, un agente di Polizia è rimasto ucciso durante gli scontri a margine di Catania-Palermo. La morte di una persona è un fatto irreparabile, che ferisce tutti gli uomini di cuore e di buonsenso. Ma gli uomini di buonsenso non sopportano l’ipocrisia, che puzza più della morte.
Il dolore è di chi piange il proprio caro, agli altri spetta un rispettoso silenzio. Ma certe persone non si fermano neppure dinnanzi al più nefasto degli accadimenti. E parlano, parlano, per cercare di trarre qualche vantaggio da una tragedia. Anche questo è un crimine (per lo meno morale), si chiama: sciacallaggio.
Parla l’ex ministro Pisanu. Parla di giustizia, lui, che chiedeva aiuti fraudolenti a Moggi. E parla di privatizzare gli stadi, perché è un affare di miliardi. Grazie ai suoi decreti, si può ora dotarli di qualsiasi struttura commerciale.
Parlano il presidente del consiglio e il ministro dello sport. Parlano di decisioni drastiche contro un crimine, loro, gli artefici dell’indulto, quelli che garantiscono impunità ai terroristi sfuggiti alla legge.
Parla il ministro della giustizia. Definisce gli Ultras (milioni di persone totalmente estranee ai fatti) un cancro e dice di voler salvare il calcio. Vuole salvare il calcio, lui, un ex Dc, ex ministro della destra e attuale ministro della sinistra, fautore dell’indulto e strenuo difensore dei corrotti di calciopoli (che voleva tutti amnistiati).
Parla il presidente del Catania. Parla di ricatti, lui, che aveva "minacciato" di non presentare la squadra se lo Stato non avesse acconsentito a far svolgere Catania-Palermo alle 18 di venerdì (così com’è stato).
Parlano i giornalisti, quelli che hanno coperto calciopoli 2006 e tutte le nefandezze operate per insabbiarlo; quelli rimasti in silenzio quando Paolo di Brescia veniva spedito in coma, o quando veniva ucciso Federico Aldovrandi, o quando un tifoso del Napoli finiva in coma per un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.
Filippo Raciti, ispettore capo di 38 anni con una moglie e due figli, non doveva essere ucciso; così come non doveva esserlo Federico, un ragazzo di soli 18 anni. Entrambi meritano giustizia; tutti la meritano. Ma la giustizia, per essere giusta, deve fondarsi su di una legge uguale per tutti (e non solo in teoria). Chi enfatizza certi fatti e ne omette altri, chi colpisce talune categorie e ne amnistia arbitrariamente altre, non fa giustizia.
Sono state varate tante leggi speciali in merito alla "violenza negli stadi", alcune palesemente anti-costituzionali. Eppure non sono servite, perché erano profondamente sbagliate. Hanno colpito ingiustamente Ultras e tifosi, hanno criminalizzato chi affronta un altro uomo, con coraggio e lealtà, secondo un preciso codice d’onore. Ed ecco, è rimasta proprio la violenza, quella che va oltre il pugno e arriva alla tragedia. Telecamere e biglietti nominali possono aver spostato il problema fuori dai cancelli, ma niente di più. Una cultura non si cambia spiando le persone.
Ogni giorno si commettono omicidi, stragi e stupri in tutto il Paese. In Sicilia (la regione di Catania) si verifica in media più di un omicidio alla settimana. Ma lo stadio è uno dei posti più sicuri del Paese. Possono esserci alcune scazzottate tra giovani ma i fatti di sangue sono estremamente rari. In Italia si viene uccisi prevalentemente in famiglia (al primo posto), oppure dalla mafia o dalla criminalità comune; questo dicono le statistiche. Dicono che il nucleo alla base della nostra società, la famiglia, ha gli elementi sempre più instabili e in conflitto (si uccidono), e che le organizzazioni criminali dettano la loro legge in buona parte del Paese. Quisquiglie? Per questo Stato sembra di sì, perché le leggi speciali le adotta solo contro Ultras e tifosi.
Domenica 28 gennaio a Luzzi (Calabria), il dirigente di una società calcistica è rimasto ucciso a causa delle percosse subite in una rissa, scoppiata al termine di Cancellese-Sammartinese di Terza Categoria. Due giocatori sono stati indagati per tale omicidio. Ma non saranno varate leggi speciali per i calciatori.
Noi chiediamo giustizia e verità, per tutti. Giustizia e verità anche per Filippo Raciti. Chiediamo che chi ha sbagliato paghi (sempre) e comunque (senza privilegi per nessuno). Chiediamo siano accertate le responsabilità di tutti. Di chi ha ucciso, innanzitutto. Ma anche di ha gestito l’ordine pubblico, di chi ha fatto svolgere una partita a rischio alle 18, di chi ha fatto perdere metà partita ai palermitani (strategia del sopruso che serve solo a surriscaldare gli animi).
Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato. Anche per questo siamo Ultras."

Motori di ricerca

6 February, 2007

Febbraio sarà un mese interessante. Nei primi 6 giorni del mese sono passati a farmi visita coloro che stavano cercando (cito letteralmente le più curiose senza errori di battitura, tutto l’elenco si trova qui):

significato di retype (non lo conosco nemmeno io)

gionanni lindo ferretti e mail  (si chiama Giovanni, non credo abbia un’e-mail)

giovanni lindo ascolta (ma chi è, il Grande Fratello?)

il papa benedetto xvi, la sua età, il tempo che passa (vi piacerebbe, eh? bastardi..)

morini 7 bello     emoticon

morten harket matrimoni (ebbene sì. c’è posto anche per gli a-ha)

proporzioni umane      … e udite udite..

video di giovani quindicenni nude (questa è stupenda!)

Le dee tagliapalle

4 February, 2007

Non berrai del frutto della vite

Camillo Langone su Il Foglio, 03/02/2007

E’ sempre colpa della donna cattiva, prigioniera del suo credersi molto intelligente. In questo caso di Elena Salgado, ministra zapaterista dalla fronte inutilmente spaziosa, che vuole limitare il vino ai maggiorenni e vietarlo ai minorenni. Ne consegue che alle diciassettenni spagnole con una mano si offre la morte, sotto forma di pillola abortiva, e con l’altra si nega la vita, il sangue di Cristo. Il vino è la droga cristiana anche se dovrei dire cattolica perché uno dei tanti esiti infelici del protestantesimo è stato il proibizionismo. “Bevetene tutti” dice Gesù durante l’Ultima Cena, senza farne una questione di anagrafe, e come potrebbe mettere paletti burocratici il figlio di una ragazzina? (Se la Madonna a 15-16 anni fu considerata abbastanza grande per concepire e partorire non è credibile che abbia dovuto aspettare i 18 per concedersi la consolazione di un bicchiere). Invece è Platone, l’antenato di tutti i proibizionisti per un mondo migliore, a disporre che si possa alzare il gomito solo dopo i quarant’anni. Il filosofo greco era un uomo cattivo, certo, prigioniero del suo credersi intelligentissimo, però parzialmente giustificato dal fatto di non avere conosciuto Cristo, al contrario delle donne cattive contemporanee che si riconoscono per l’anticristianesimo consapevole e compiaciuto. Katia Bellillo, una delle dee tagliapalle di cui ogni governo europeo sembra doversi obbligatoriamente dotare, ha ingaggiato una battaglia personale contro le campane. Stefania Prestigiacomo si è iscritta a Forza Aborto. Barbara Pollastrini vuole scandalizzare i piccoli, se il caso anche affamarli, esibendo e sovvenzionando le effusioni omosessuali. “Due bicchieri di vino sono un buon rimedio per l’orgoglio” ha detto Roger Scruton, perciò queste signore dovrebbero berne alcuni bottiglioni. Uno dei vini più celebri della nazione di Cervantes e di Picasso si chiama Sangre de Toro, ovvio che le dee tagliapalle non lo possano sopportare. E’ significativo che nel loro progetto neomatriarcale altre droghe non siano così osteggiate, che la cannabis meriti uno sguardo più benevolo. La storia dell’hashish non è legata al cristianesimo ma a una setta di fanatici maomettani (gli Hashashin da cui la parola “assassini”, gruppo di terroristi sciiti dell’XI secolo). Brividi di oriente. Islam pittoresco. Le donne cattive non sono soltanto cattive, sono anche cieche, non si accorgono di facilitare l’avanzata della sharia. L’imam della moschea di viale Jenner a Milano, che sogna la legge coranica in Italia e quindi appoggia il governo di centrosinistra, non sarebbe dispiaciuto se Elena Salgado contagiasse Livia Turco e se il vino venisse espulso, come si ipotizza in Spagna, anche dalla nostra televisione e dai nostri giornali. Igienisti e islamisti uniti nella lotta. Di fronte a questo esercito di astemi intolleranti non basta più opporre le ricerche scientifiche sui poteri terapeutici di un bicchiere di rosso, le analisi storiche sul vino come elemento fondante della nostra cultura, il concetto caro a san Tommaso del male minore che risparmia dal grande (che per la sua ragionevolezza è quanto di più incomprensibile al cervello manicheo delle donne cattive). Ancora una volta si mostra come il senno d’Europa possa ritrovarlo soltanto la chiesa. Generalizzando la pratica evangelica della comunione “sotto le due specie”, sia col pane che col vino, attualmente praticata solo in poche occasioni e in poche chiese. Distribuire l’ostia intinta nel calice a fedeli di ogni età e vedere se Zapatero manderà la polizia a Santiago de Compostela. Il vino va spostato dal campo dell’opinione a quello della religione, che è il santuario dell’essenziale, del non negoziabile.