29 November, 2006

Smells like teen spirits (Nirvana, Nevermind, 1990) Sarebbe bastato solo il video in quella palestra liceale con il bidello che scuote la testa, ma ci hanno messo perfino la musica.

Enter sandman (Metallica, Metallica, 1991)

The Unforgiven (Metallica, Metallica, 1991)

Nothing else matters (Metallica, Metallica, 1991)

Half a word away (R.E.M., Out of time, 1991) Canzone di una dolcezza indicibile, tutto merito di Michael Stype.

In un giorno di pioggia (Modena City Ramblers, Riportando tutto a casa, 1994) Come dire l’Irlanda da Modena a uno che non l’ha mai vista.

Tutto Rage against the Machine dei Rage against the machine (1994). Funky, hip hop e metal non si fondevano così bene dai tempi dei Faith No More.

Metropolis part I (Dream Theater, Images and Words, 1992) Benvenuti nel progressive metal, (che genere è? tipo i Dream Theater? Naaaaa.. bravi ma troppo freddi!). Da ascoltare e riascoltare.

La parola chiave (SangueMisto, SxM, 1994) Neffa (mi perdonino i puristi), Deda e Dj Gruff per il miglior disco di Hip Hop mai pubblicato in Italia fino a quando l’ho ascoltato io.

Fell on black days (Soundgarden, Superunknown, 1994) Tutto il disagio e la voce magica di Chris Cornell, gran pezzo su grande disco.

Cupe Vampe (C.S.I., Linea Gotica, 1996) Nitida fotografia dell’incendio alla biblioteca di Sarajevo durante la guerra.

Supergiovane (Elio e le storie tese, Italyan, Rum, Casusu, Cikti, 1992) Introduce Abatantuono e si finisce imitando The old landmark dei Blues Brothers, passando da Catoblepa.