Falsi obiettivi
15 November, 2006La cronaca italiana di questi giorni ci grida in faccia il bisogno di una risposta agli interrogativi che continua a spalancare senza riposo.
Il ragazzo down picchiato in classe sotto le bestemmie, l’insegnante trovata nuda con gli allievi, le due quindicenni uccise di pomeriggio da un ubriaco alla guida di un’auto, ripetuti episodi che rischiano di focalizzare il pubblico su falsi obiettivi.
Non esiste un problema di educazione sessuale, non esiste una sensibilizzazione all’accettazione dell’handicap, non servono prediche sull’abuso dell’alcool se prima non si fa un passo indietro e si riconosce che il vero problema è l’educazione del popolo, come ribadito dal famoso appello.
Lo cito: "Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta.E’ stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere".
Sarebbe interessante interrogare un Zapatero o un Capezzone su questi argomenti, ma senza chiedere troppo mi accontenterei di un Prodi. Oltre a dare del pazzo all’intervistatore, probabilmente farebbe un richiamo alla non imposizione di una verità su alcuno.
Giusto. A patto che non neghiamo l’esistenza della Verità.
Papa Benedetto XVI a Verona ci ricordava che quando si fa fuori Dio dalla concezione della vita "ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per sè suscettibile di essere trattato come ogni altro animale".
Educazione, educazione, educazione.
(Lo potete trovare pubblicato anche sulla Right Nation)
